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Coriandoli – frammenti dispersi nel tempo

di:

pensieri

In fondo alle scale c’è un angolo, dove puoi scorgere una botola, è larga giusto lo spazio per farci passare una persona, una piccola persona.

Aprila, e se avrai abbastanza coraggio per calartici dentro, una volta che avrai abituato i tuoi occhi al buio, ritroverai li il sapore di un volta. Il colore sbiadito, ma unico, di quando il tempo sembrava non passare mai e una giornata poteva durare un anno intero.

Ecco, proprio li, nell’angolo più nascosto, ci sono dei frammenti di carta. Paiono coriandoli dai contorni irregolari. Ormai hai dimenticato, credo, ma sono come parti anatomiche di un disegno antico. A rimetterle insieme ti convinci che potrebbero perfino respirare, come materia viva.

Un giorno lo hai strappato quel foglio, cedendo ad un impulso improvviso, perché non ti rappresentava più. Eri solo una piccola creatura, e quello era solo un disegno, ma non c’è nulla che non ci rappresenti ancora un poco quando cresciamo. Siamo fatti di molte cose, è nella nostra natura.

Ogni coriandolo irregolare gettato nell’aria, danzando, racconta momenti che hanno avuto un senso. Qualcuno di più, altri meno. Ora sembrano nascondersi quei pezzetti, si rintanano nella polvere.

Allunghi la mano e riesci ad afferrarne uno, cerchi un poco di luce, trovi uno spiraglio appena, quanto basta per leggere un nome, evocare un istante, poi sbriciolare la carta fragile nel pugno, e stringere gli occhi, per volare lontano.

Fabio Borghetti

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