Parole e musica per l’adattamento di Uno, Nessuno e Centomila di Stefano Dragone

di:

teatro

Parole e musica si fondono per raccontare
l’adattamento di Uno, Nessuno e Centomila
di Stefano Dragone

Teatro Sociale di Como

domenica, 23 maggio – ore 11.00

h U N C

 

Stefano Dragone, attore e formatore comasco, porta sul palcoscenico del Sociale, domenica 23 maggio alle ore 20.00h U N C, un suo adattamento di Uno, Nessuno e Centomila di Luigi Pirandello, accompagnato al pianoforte dal M° Giorgio Martano.

 

Questo reading è un adattamento del testo originale che segue la linea di racconto principale e mantiene il linguaggio tipico dello scrittore siciliano: Dragone ha selezionato accuratamente delle scene per giungere ad un finale aperto che lascia allo spettatore l’ultimo pensiero.

La voce del protagonista, Vitangelo Moscarda narra in prima persona la sua storia rivolgendosi in continuazione allo spettatore come se fosse il suo confessore. Emozionante e coinvolgente scoprire che le sue parole potrebbero essere benissimo le nostre e che questa storia dà voce ai nostri pensieri più profondi. Le sue domande hanno risuonato in noi almeno una volta e questo gioco di specchi continuo tra la scena e la platea andrà a creare un forte ponte emotivo tra il personaggio e le persone.

 

Pirandello scrive Uno, nessuno e centomila nell’arco di molti anni e più nello specifico in quegli anni in cui l’autore è preso dal teatro e viaggia per il mondo per assistere o mettere in scena lui stesso i suoi spettacoli. L’elaborazione del romanzo era iniziata già intorno al 1910, ma il grosso del lavoro di scrittura si concentra nei primi anni 20, fino alla pubblicazione tra il 1925 e il 1926 sulla rivista La Fiera Letteraria.

 

Un adattamento di un testo che non è teatrale per sua natura, a differenza di molti altri dello stesso autore, ma che esprime tutta l’efficacia della produzione letteraria e del pensiero pirandelliano. Esiste una grande differenza tra l’essere e l’apparire e ognuno di noi indossa una maschera per ogni circostanza e per ogni altra persona con le quali entra in contatto.

Per questo motivo la vera natura di tutti noi è nascosta da comportamenti e da atteggiamenti che non fanno parte del nostro modo di essere. Alzare il velo, togliere la maschera, significa guardarci davvero allo specchio. E il pronome latino hunc ci invita a considerare cos’e questo essere che chiamiamo Io.

Questo romanzo, figlio dei primi anni del ‘900 racconta il senso di alienazione e di smarrimento del protagonista che non riconosce più se stesso ne gli altri. – racconta il protagonista Stefano Dragone – Non è difficile quindi fare un parallelo con il nostro vivere in questo tempo strano e ancora una volta le grandi storie, l’arte e la cultura ci emozionano e ci aiutano a capire come gestire il mondo dentro e attorno a noi.

 

Il linguaggio musicale, affidato alle sonorità del pianoforte del M° Martano, non solo accompagna il racconto, ma crea una narrazione, a volte in armonia e a volte in contrasto con il testo, per dare voce alle emozioni più profonde che nemmeno i grandi autori sanno descrivere.

 

Parole e note si fondono in un ascolto sinergico per raccontare una storia vera o forse solo di finzione, ma non ha importanza, perché: “Ogni realtà è un inganno”.

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