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Tre per tre, un trio per tre trii: ecco il Trio Rigamonti

di:

musica

Tre per tre, un trio per tre trii: il Trio Rigamonti
si esibisce in Haydn, Turina e Schumann.

Teatro Sociale di Como

domenica, 23 maggio – ore 11.00

TRE PER TRE

 

Domenica 23 maggio alle ore 11.00 il concerto di musica da camera Tre per tre vedrà protagonisti tre giovani e talentuosi fratelli, il Trio Rigamonti, esibirsi in tre trii.

 

I fratelli comaschi Miriam (pianista, 29 anni), Mariella (violinista, 27 anni) ed Emanuele (violoncellista, 24 anni), hanno composto il Trio Rigamonti molto giovani, quasi dieci anni fa, e hanno maturato molta esperienza con un’intensa attività concertistica in Italia e all’estero.

 

Il variegato programma del concerto domenicale parte dal “padre” della musica da camera Franz Joseph Haydn (Trio Hob.XV:27 in do maggiore) per arrivare al lirismo romantico di Robert Schumann (Trio in re minore op.63 n.1), passando per il Novecento di Joaquín Turina (Trio in si minore op.76 n.2).

 

Nel catalogo cameristico di Franz Joseph Haydn il genere del Trio per pianoforte, violino e violoncello è presente con oltre quaranta composizioni che risalgono per la maggior parte al periodo fra il 1784 e il 1796. Questo Trio in do maggiore op. 86 n. 1 Hob:XV:27, composto nel 1796, dopo il secondo trionfale viaggio di Haydn a Londra, e pubblicato l’anno seguente, si articola in tre movimenti: un Allegro, classicamente composto nella forma-sonata; un Andante che contrappone al lirismo iniziale una agitata sezione in minore; un rondò finale che esprime la migliore vena umoristica e gioviale dell’autore.

 

Joaquín Turina fu uno dei maggiori esponenti della nuova scuola musicale spagnola del Novecento. Il suo linguaggio si può definire romantico/impressionista con elementi ritmici e melodici tipici del folclore spagnolo.

 

Il concerto termina con il Trio n. 1 in re minore per violino, violoncello e pianoforte, op. 63, il primo e più riuscito trio di Robert Schumann: la sua inquietudine, la sua passione, il lirismo intenso, il perfetto equilibrio fra i tre strumenti toccano vertici che il compositore non riuscì più a raggiungere nei due Trii successivi.

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